La valle del Brumà sulla sponda sinistra del Bisagno.
Il territorio in oggetto si presenta, ad un primo esame, come una impenetrabile distesa verde, affascinante ma degradata, percorsa da alcuni sentieri abbandonati, con pendenza variabile, in alcuni tratti franati e resi impercorribili dai rovi. La parte bassa è occupata da due discariche abbandonate in seguito al fallimento dell’impresa proprietaria e utilizzate negli anni come deposito di rifiuti.
Da una indagine storica e naturalistica (vedi relazione Dott. Bernini) emerge come la vallata, esposta a nord e con una insolazione non eccellente, sia storicamente stata utilizzata per una agricoltura di sussistenza, abbandonata prima della seconda guerra mondiale, durante la quale la stessa è stata completamente deforestata dagli occupanti tedeschi. Gli alberi oggi esistenti sono quindi tutti spontanei e di poco pregio e l’ecosistema si presenta fragile. Le pinete a contorno della valle, frutto della riforestazione degli anni 50, sono affette da Matsococcus e sono ad elevato rischio di incendio.
Il fondovalle, come già accennato, è stato coperto per uno spessore fino a 20 mt da una discarica di inerti da scavi realizzati negli anni 80 in varie parti della città. L’impresa che ha realizzato la discarica, poi fallita, aveva predisposto per il Rio Brumà e affluenti, che scorrevano nel fondovalle ora scomparso, una tombinatura di cemento armato, lasciata incompiuta dal fallimento della stessa nei primi anni 90. Nel terreno si trovano tre pozzi verticali, di accesso alla tombinatura, lasciati a cielo aperto dall’impresa fallita, che costituiscono un rilevante pericolo. Un affluente del rio Brumà scorre oggi in mezzo alla zona di discarica, raccolto successivamente dalla tombinatura con un’opera precaria realizzata dagli abitanti delle case vicine. La parte alta della vallata, che confina con la strada di costa S. Eusebio-Bavari, come pure il suo interno, sono disseminate di depositi abusivi di immondizia di varia natura, mentre nella vallata si ritrovano vari segni di interventi (capanni, recinzioni) abbandonati. Si trovano anche tracce di falò con importante rischio di incendi, e segni di passaggio di motocross.
La parte bassa della vallata, per molto tempo non recintata, era stata utilizzata come deposito di rifiuti; il primo intervento di Phase, già effettuato, è stato la rimozione degli stessi e la recinzione dell’accesso a fondovalle, anche per mitigare la pericolosità dei pozzi aperti.
In sintesi, la vallata si presenta come un ecosistema che necessita di un intervento positivo per limitare il degrado in atto da tempo e consentirne una evoluzione stabile.
