Linee guida

Linee guida generali del Progetto Proxima

Il progetto del parco nel suo insieme intende perseguire la valorizzazione del ruolo del progetto civile come momento di riqualificazione del contesto.

L’approccio alla progettazione e alla gestione degli edifici segue un orientamento volto al risparmio energetico e delle risorse.

Si propone quindi come una dimostrazione della fattibilità di tecniche sostenibili in termini di materie prime, energia, impatto sull’ambiente e realizzazione di luoghi di lavoro e di abitazione ottimali.

Gli interventi previsti riguardano dunque quattro temi principali:

  • Opere civili (riassetto idrogeologico, strade e canali)
  • Area tecnologica (nuova sede produttiva per Phase Motion Control et al)
  • Realizzazione di nuove residenze
  • Nuovo comparto agricolo

Il progetto Proxima è quindi oggi un progetto di sistema integrato, che coinvolge l’intera vallata, bonificata e riqualificata e destinata a svilupparsi quasi come una vetrina tecnologica sullo sviluppo sostenibile.

Nei suoi punti essenziali, il progetto prevede la sistemazione idraulica e naturalistica della vallata; il rio Brumà, oggi quasi prosciugato da vari interventi antropici che hanno condotto molte acque di superficie a impregnare il terreno del fondovalle e della discarica, verrà ricondotto all’alveo originale. Nella parte alta, le numerose risorgive che tendono a formare ristagni verranno ricondotte al laghetto esistente, che verrà ampliato in modo da costituire una riserva d’acqua perenne, tanto a fini agricoli, faunicoli quanti anti incendi; l’acqua di efflusso del laghetto, oggi dispersa, sarà riportata nel rio Brumà in modo da incrementarne e stabilizzarne il flusso. La parte bassa del rio, interessata dalla discarica di inerti e da una tombinatura precaria, verrà riportata in superficie con un canale di gronda realizzato con elementi naturali che evita il passaggio nella discarica, fino a ritornare nell’ultimo tratto più ripido a gettarsi nel Bisagno; in questa ultima sezione, che presenta un dislivello significativo, si progetta di installare una coclea a cielo aperto per produzione di energia idroelettrica.

La parte centrale della vallata, prospiciente il laghetto, come pure il parco nel suo complesso, potrebbe essere gestita da una struttura agricola sperimentale, costituita ad hoc con la partecipazione di Phase Motion Control e di soggetti specializzati, e in parte ricondotta all’originale frutteto; la struttura agricola avrebbe tra i suoi  fini anche la gestione di servizi di catering per l’Azienda e per tutto il comprensorio vicinale, preferenzialmente con prodotti autocoltivati.

La discarica di inerti che occupa la parte bassa della vallata vedrà la realizzazione della sede primaria di Phase Motion Control (gradino superiore) e di ulteriori padiglioni destinati ad Aziende tecnologiche sinergiche alle realizzazioni PMC, in modo da creare un polo integrato della cibernetica e della conversione di energia. Le edificazioni seguono un progetto volto a ricostruire i pianori della vallata sopra i padiglioni industriali, realizzando una superficie a “tetto verde” che ricrea i prati ondulati che avrebbero potuto esistere al posto della discarica. I collegamenti tra i padiglioni sono realizzati in vetro e pannelli fotovoltaici. La costruzione così realizzata, caratterizzata da uno sviluppo orizzontale e altezza limitata, non utilizzerà tutta la volumetria disponibile secondo il PUC.

Nella parte più alta della vallata, in località Mearo, con accesso dalla strada di S. Eusebio, sarà costruito un piccolo borgo ad uso abitazioni civili, offerte in via preferenziale a dipendenti della Società, che avrà accesso al laghetto e alla valle sottostante tramite sentieri pedonali che attraversano il parco. Anche queste costruzioni, come quella della sede Phase, saranno realizzate secondo lo schema energetico e informatico del Parco descritto nel capitolo seguente.

Da ultimo, sullo sperone collinare che chiude la valle a Est, si prevede di costruire una piccolo osservatorio astronomico, o specola, che sarà affidato alla associazione astrofili genovesi URANIA, e che ne ospiterà gli strumenti oggi giacenti in un magazzino per mancanza di un sito. Tale osservatorio sarà aperto al pubblico con finalità scientifiche (per l’attività degli astrofili) e didattiche.